Diario di Viaggio di Davide Nicole ed Asia

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Dal 16 Aprile al 4 Maggio 2016

10 Aprile 2016

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-6 giorni alla partenza….. eccoci qui, oggi si inizia a preparare le valige per il nostro viaggio in Madagascar, in quel Madagascar differente da quello visto e vissuto qualche anno fa… un viaggio diverso dai soliti, un viaggio unico ed emozionante che sicuramente cambierà il nostro modo di vivere ed affrontare la vita.

6 valige a nostra disposizione per poter portare ai bimbi materiale scolastico, colorate t-shirt regalataci dal Comune di Treviso, spazzolini da denti, dentifrici, saponi donati da mamme e bimbi sostenitori e tanti, tanti regali dei genitori adottivi da consegnare ai loro bimbi e bellissimi disegni della 3 B della scuola Rambaldo degli Azzoni di Treviso.
Non vediamo l’ora di partire e di condividere con voi la nostra esperienza.

16 Aprile 2016

ore 6.55 partenza da Venezia con volo AIR FRANCE con 6 valigie cariche di regali da portare ai nostri bimbi.

Siamo emozionati e non vediamo l’ora di partire… il volo Venezia-Parigi è relativamente breve… atterriamo in anticipo al CDG e ci dirigiamo subito verso il gate 2L34… la coincidenza ci fa attendere in aeroporto per un paio di ore ma fortunatamente abbiamo video giochi e wi fi gratuiti….

Alle 10.40 inizia l’imbarco… Asia è emozionata, non è mai salita su un aereo così grande, un boing 777 AIR FRANCE, inoltre appena vede che in ogni posto a sedere c’è un video personale… beh non la teniamo più!!!

Ci aspettano 12 ore di volo… potrebbero sembrare molte ma tra film, video giochi e musica passano abbastanza velocemente, abbiamo solo il tempo per un pranzetto, che tutto sommato non è nemmeno male e uno stuzzichino a metà pomeriggio, con tanto di gelato per i più piccoli… arrivano così le 23.30 quando atterriamo finalmente ad Atananarivo.

Usciamo dall’aereo e siamo avvolti da un caldo umido… siamo felici ma purtroppo è l’inizio della fine… una fila interminabile per il controllo sanitario e poi…una fila interminabile per il visto e poi… una fila interminabile per il controllo passaporti e poi… alle 2 riusciamo finalmente ad uscire dall’aeroporto e vedere il nostro miraggio personale DERA che ci accompagna da Madame Arlette dove trascorreremo la notte…o meglio dove cercheremo di dormire le 3 ore che ci separano dalla sveglia delle 5.

17 Aprile 2016

Questa mattina siamo stati svegliati alle 5 da delle rumorosissime campane della chiesa accanto la casa, ci siamo vestiti e abbiamo fatto una piacevole ed abbondante colazione con Madame Arlette, una bella signora, gentile e socievole che ci ha fatto sentire come a casa.

Nel frattempo ci raggiunge Dera, saluti di rito e via verso la zona di  partenza dei Taxi Brousse. Il caos alle 6 di mattina a Tanà è totale, ci accompagnano al nostro pulmino già praticamente pieno e dopo aver caricato sul tetto le nostre valige assieme a sacchi di riso, carbone ecc…siamo finalmente pronti a partire.

Mentre siamo in attesa in questo enorme parcheggio stracolmo di pulmini, ci sentiamo proprio dei vasà (stranieri in malgascio), tutti gli occhi sono su di noi, unici tre bianchi in questo caotico intrecciarsi di donne che ti vendono di tutto, pane, carne, frutta, cd, biscotti e pure cinture, bambini che piangono e uomini che ti chiedono se si vuole un passaggio… pazzesco!!!

Così saliamo e si parte… il viaggio oggi sarà lungo, molto lungo…. Antananarivo – Fianarantsoa 405 Km di strada dissestata… orario previsto d’arrivo da Padre Gilbert alle ore 18 circa.IMG_1370

La mattina di viaggi0 trascorre tra un sonnellino ed una chiacchierata, il paesaggio che ci circonda è spettacolare… la terra rossa del Madagascar abbraccia i campi coltivati a riso, passando tra i villaggi con i loro mercati lungo la strada dove si possono acquistare mele, cachi, arance piuttosto che carbone e stuzzichini (pollo fritto, sambosa ecc…).

E’ ora di pranzo, tutti ma praticamente tutti i taxi brousse si fermano in questo villaggio, scendiamo per andare alla toielette, ma noi femminucce proprio non ce la facciamo ad affrontare i bagni pubblici…ci rinunciamo e andiamo al ristorante, se si può chiamare tale…Asia si limita a mangiare un pacchetto di crackers mentre io e Davide tentiamo la sorte ordinando un piatto di riso e pollo e un piatto di riso e zebù, nonostante fossimo un po’ preoccupati, dato l’igiene del posto… mangiamo ugualmente…

Sosta di 30 minuti e poi si riparte.

Durante il viaggio Dera ci spiega che le case malgasce vengono costruite seguendo l’astronomia infatti tutte le porte d’ingresso guardano ad Ovest e solitamente sono composte da due piani, il piano terra è per gli animali e il primo piano per le persone.

Noto anche che molti alberi, simili ai nostri pini marittimi, hanno la parte finale del tronco senza la corteccia a cui è legato un contenitore, chiedo a Dera il motivo e mi spiega che raccolgono la resina per utilizzarla nella produzione dii prodotti per le unghie… incredibile.

La strada è sempre peggio, è piena di buche profondissime e quando mancano 50 km all’arrivo succede l’imprevedibile… l’autista prende la strada dalla parte sbagliata e sentiamo un colpo fortissimo e il taxi brousse non va più avanti… sono le 17 e siamo in mezzo al nulla… scendiamo tutti dal pullman e l’autista aiutato da un paio di persone cerca di riparare il danno.. passa un’ora e mezza, cala il sole e in breve tempo diventa buio ma fortunatamente riescono a sistemare il taxi brousse… finalmente ripartiamo sperando che non succeda nuovamente…che ansia!!!

Finalmente alle 21 arriviamo a Fianarantsoa dove ad attenderci c’è Padre Gilbert. Per noi è stato un vero piacere e un onore conoscerlo, è veramente una persona speciale, buona e generosa, che accoglie nella sua struttura 18 seminaristi.

Ci ospita  nella sua “casa” come fossimo dei figli ed oltretutto  il profumo che arriva dalla cucina è delizioso e casalingo, ci vizia con una zuppa buonissima, calda e gustosa e un buonissimo maiale e riso, tutto accompagnato da un bicchierone di acqua di riso tiepida.

Anche se stanchi ci fermiamo a chiacchierare con lui davanti ad una tazza di te, finchè il sonno si impossessa definitivamente di noi.

Questa giornata è stata veramente difficile e dura da affrontare ma Padre Gilbert ci ha fatto dimenticare tutto!!!!

18 Aprile 2016

Finalmente una sveglia piacevole… il coro di Padre Gilbert durante la messa del mattino…

Colazione con Padre Gilbert e rapida visita della struttura. E’ molto grande e circondata da un bellissimo giardino con meravigliose piante, ci mostra le loro piante di banane, di ananas e di mele, il pollaio e… il campo di basket appena costruito.

Ci dispiace partire perché è molto piacevole parlare con lui, ma purtroppo Ambalavao ci attende..

Oggi ci attendono SOLO 50 km per cui prendiamo un taxi brousse regional; è in pessime condizioni e la pulizia lascia a desiderare, ma trascorrere questo due ore con mamme e figli piccolini, anziani e ragazzine che ti guardano e ti sorridono non ha prezzo… il viaggio è un continuo fermarsi per far salire e scendere persone o per dare la possibilità ai passeggeri di fare acquisti nei mercatini lungo la strada.

Arriviamo ad Ambalavao a 12.30 e pranziamo presso le restaurant Bouganville… direi ottimo, molto pulito e il personale, come sempre, molto cordiale, e davanti ad un piatto di filetto di zebù e pomme fritte abbinati ad una dissetante birra fresca arriva l’ora della visita della città.

Visitiamo la “fabbrica” della carta, una piccola e carina signora ci fa da guida.. ci mostra l’albero da dove si prende il tronco per iniziare la lavorazione… si bolle per 3 0re, poi si passa nell’acqua fredda, per poi essere letteralmente battuto con 2 martelli di legno e suddiviso in palle da 400 gr.

Fatto ciò la palla viene immersa in acqua per renderla omogenea e viene poi stesa su un telo di cotone di 1,50 mt per 60 cm e fatta sgocciolare. Con uno stampo rettangolare viene suddivisa in più pezzi ed applicati fiori freschi raccolti ogni mattina, il tutto viene poi bagnato con l’acqua di scolo della carta e lasciata asciugare. Con questo poi vengono preparati vari articoli come per esempio album fotografici, carta da lettere, porta foto ecc…

La parte più divertente della giornata è stato il trasferimento alla “fabbrica” della seta in moto taxi.

Non avevamo mai visto come si produce la seta per cui anche questa visita è stata molto interessante…

Stesi a terra ci sono centinaia e centinaia di bachi da seta, non li avevamo mai visti così grandi e di colore scuro e ci spiegano il motivo…quei bachi crescono in natura…semplice no? I nostri invece sono piccoli e di colore bianco candido proprio perché sono d’allevamento!!!!

Una ragazza fa poi delle pallottoline formate da 7 bachi precedentemente messi in acqua fredda, che poi vengono “bolliti” per 3 giorni, fatti poi asciugare dopo di che delle pazienti ragazze creano, strofinando la seta nella loro gamba, dei filamenti molto sottili che poi vengono colorati naturalmente.

Viola—-passion fruit

Giallo/arancio —- curcuma

Nero —- fango

Marrone —- funghi

Rosso —- barbabietola

Il tutto poi viene fissato con foglie di aloe e bucce di banana infine si passa al telaio per creare sciarpe ed altro.

Mentre facciamo acquisti nel negozietto accanto alla “fabbrica” arriva anche la guida per accompagnarci alla riserva di Anja.

Troviamo un taxi brousse disponibile, appena saliamo ci mettiamo a ridere… era stracolmo di gente, erano tantissimi, persone sedute ovunque,  persone sedute sopra ad altre e gli ultimi sono stati addirittura fatti salire sul tetto!!!

Fortunatamente sono solo 12 km che li facciamo tutti ridendo.

Arriviamo alla riserva, Asia è emozionata ed entusiasta, depositiamo zaini e valigia nel nostro bungalow e partiamo per l’escursione.

Dopo qualche centinaio di metri facciamo il nostro primo incontro… un bellissimo camaleonte maschio che se ne sta tranquillo su un ramo di un albero, lo fotografiamo e sentiamo il richiamo dei lemuri dalla foresta.

Ci inoltriamo quindi in foresta…e finalmente eccoli lì dei meravigliosi lemuri Catta, il famoso Re Julian del cartone Madagascar. Ci guardano, si avvicinano ma poi scappano via. Asia non sa più dove andare, corre avanti ed indietro cercando di accarezzarli… sono veramente affascinanti con la loro coda di 14 anelli bianchi e 14 neri.

La guida ci dice che nella riserva ci sono 400 esemplari che vivono in gruppi di 15/20 elementi a cui fa capo la femmina più anziana. Purtroppo il solo stà già calando, i lemuri se ne vanno verso la loro grotta che gli accoglierà per la notte e anche noi ci avviamo verso il nostro bungalow. Una doccia veloce e una cena ovviamente a base di zebù e poi a nanna perché domani ci attenderà alle 6.30 un’altra visita alla riserva.

Ah dimenticavo il bungalow è all’interno della riserva, la luce c’è solo grazie ad un generatore attivo dalle 18 fino alla fine del gasolio e questa notte ci faranno compagnia le urla dei lemuri!!!!

Buona notte a tutti!!!!

19 Aprile 2016

Anche questa mattina la sveglia suona di buon ora… ore 5:30 e siamo già attivi, pronti per partire…. una veloce colazione con pane e miele malgascio e una calda citronella e via… la guida ci aspetta per un’altra visita alla riserva.

Questa mattina c’è nebbia, credevamo esistesse solo in Pianura Padana, ed invece no… c’è anche qui in Madagascar!!!!! Ci inoltriamo nella foresta, Asia sempre in prima linea vicino alla guida che ci porta alla grotta dove i lemuri trascorrono la notte… ed eccoli lì ancora assonnati che ci guardano infastiditi, forse perchè li abbiamo disturbati, ma… abbiamo un rimedio che si chiama BANANA…. dallo zaino Asia ne prende una ed inizia a chiamare i lemuri catta, che prima annusano, poi curiosano e tentati dall’ottimo profumo cercano di avvicinarsi, hanno molto paura ma il maschio più grande si fa coraggio ed eccolo che si avvicina alla manina di Asia e si prende il pezzo di frutta… è fatta li abbiamo conquistati!!!!

Dopo mezz’oretta di risate in piacevole compagnia (dei lemuri ovviamente), ci spostiamo ed andiamo a vedere le grotte dove vivevano le tribù malgasce qualche tempo fa e le tombe, che ancor oggi si fanno, all’interno delle insenature della montagna, chiamata LE TRE SORELLE.

E’ particolarmente bello passeggiare nella foresta, tra liane, piante grasse ed enormi ragnatele arriviamo in cima ad un grande masso che domina tutta la vallata, ma…. purtroppo a causa della nebbia non si vede un bel niente… rimaniamo lì a chiacchierare nella speranza che un pò alla volta questa maledetta nebbia padana, ah no malgascia, se ne vada… finalmente dopo quasi 1 ora la vista ai nostri occhi inizia ad avere un senso.

Il panorama è mozzafiato.. un pò di foto e poi “mora mora” si torna verso l’albergo… ma… durante il ritorno avvistiamo un altro gruppo di lemuri… Asia estrae la sua arma arma segreta… la banana… e il gioco è fatto.

Per Asia è stata un’emozione unica ed indimenticabile ma anche per noi adulti è stato molto, molto bello. Purtroppo è ora di salutare i nostri amici lemuri… prendiamo la nostra auto noleggiata e ci avviamo verso Ranohira… circa 3 ore di auto.

Spesso durante il tragitto siamo costretti a rallentare perchè incontriamo mandrie di Zebù che vengono portate dai contadini ad Ambalavao dove il mercoledì e giovedì si svolge il più grande mercato di zebù. Dera ci spiega che queste mandrie probabilmente erano partite da Tulear a piedi qualche giorno fa per arrivare ad Ambalavao in tempo… circa 500 km!!!!

Il paesaggio si fa sempre più aspro e secco, fino a che non incontriamo il Cappello del Prete, una montagna che sancisce l’inizio del sud del paese. Il caldo inizia a farsi sentire, ci fermiamo 30 minuto a Ihosy per una birra e una coca e poi via fino a Ranohira dove alle 13 ci fermiamo a mangiare un buon filetto di Zebù.

La guida ci aspetta per la visita all’Isalo, un meraviglioso ed enorme parco.. ci accolgono un paio di termitai ed inizia la nostra camminata di circa un’oretta in foresta, il sentiero costeggia un ruscello che rende il camminare ancora più piacevole… tra impervi gradini, salite montane, guadi di torrenti, lemuri catta e camaleonti, arriviamo davanti alla cascata dell’Isalo… bellissima, alta e maestosa, fa quasi voglia di tuffarsi….Ci scattiamo qualche foto e prima che Asia le venga voglia di entrare in acqua torniamo all’auto.

Il nostro pernottamento sarà al Relais de la Reins… beh che dire… meraviglioso.. il resort si adatta divinamente con la natura incontaminata che lo circonda, le stanze sono pulite e confortevoli, la piscina, testata da Asia, sembra aver passato l’esame, il cibo è ottimo e la cortesia e la gentilezza del personale è indiscutibile.

La giornata direi si è conclusa nel miglior dei modi… domani finalmente arriviamo dai nostri bimbi…. non vediamo l’ora!!!

20 Aprile 2016

Purtroppo dobbiamo lasciare il Relais de la Reins, dopo un’abbondante e buonissima colazione ripartiamo in direzione Tulear – 250 KM.

Dopo pochi chilometri passiamo per la città di Ilakaka con il suo incessante e rumoroso brulicare di persone lungo la strada per contrattare sull’acquisto degli zaffiri. Questo paese è nato dopo il ritrovamento di un giacimento di zaffiri di 4000 ettari, il più grande al mondo, sfruttato senza utilizzare macchinari , ma solamente con pale e secchi. Il paese è pericoloso per noi, tanto che Dera non ci fa nemmeno scendere per una foto. La maggior parte dei bambini qui non frequenta la scuola proprio perchè devono aiutare i genitori nella ricerca di questa pietra preziosa.

Dopo un pit stop gomme da gonfiare ripartiamo…..Vediamo diverse tombe in mezzo al nulla, Dera ci spiega che, con la morte dell’uomo, vengono uccisi anche gli zebù in suo possesso ed offerti al villaggio, finita la festa, il defunto viene portato nella sua tomba e posti su di essa anche i teschi dei suoi zebù.

Sosta e visita al parco ZOMBITSE VOHIBASIA… con la nostra guida locale Martin ci inoltriamo in questa foresta, ci mostra alcuni alberi madagascarencies, cioè endemici del Madagascar. Incontriamo poi un paio di gruppi di lemuri Sifaka. Questi lemuri vivono in gruppi di 6/7 elementi, si nutrono esclusivamente di frutta e da essa ne assimilano anche l’acqua di cui hanno bisogno, per questo non bevono mai!!! Tra arbusti, enormi piante ed orchidee ci guarda con occhi spalancati un lemure notturno, il Lepilemure. Rimaniamo poco a guardarlo e presto con rispetto lo salutiamo e mentre camminiamo…tò chi si vede.. un bel camaleonte, piccolino ma tutto colorato. A metà del nostro percorso troviamo finalmente un baobab, è enorme, altissimo, maestoso e al suo cospetto ci sentiamo IMG_1587piccoli ed insignificanti. Le sue radici sono profonde fino a 3 metri e lunghe 5 e da 800 anni si trova lì. Ci sono 8 specie di baobab al mondo, 6 di queste sono solo ed esclusivamente qui, in Madagascar.

Dopo un paio d’ore di cammino ritorniamo all’auto e a salutarci c’è un bel “gecone” verde e una lucertolinia a tre occhi!!!

Ripartiamo verso Sakaraha… il nome di questa città è figlio di una storia… molti anni fa uno straniero arrivato in questa terra ha visto una bella donna lungo il fiume che con le mani tentava di pescare, l’uomo le chiese che cosa stesse facendo e lei le disse “Saka Raha” cioè “cerco qualcosa”, da qui è nato il nome Sakaraha.

Ci fermiamo a pranzo… e poi via!!!! Bimbi stiamo arrivando!!!

Parcheggiamo verso le 16 l’auto davanti al portone rosso della nostra scuola Betania, scendiamo con il cuore che batte fortissimo, sentiamo provenire dal cortile della scuola risate di ragazzi… siamo emozionatissimi. Il portone viene aperto dalla guardia e giusto il tempo di guardarsi attorno inizia la musica…

Dal nulla escono alcuni ragazzi e ragazze che ci fanno una tipica danza della tribù Bara, ci sorridono, ci guardano, si divertono e ci fanno divertire, ci augurano TONGA SOA, benvenuti e ci regalano tre meravigliosi cappelli.  Sono tutti lì per noi, ragazzi ed educatori, ci accolgono come se fossimo di casa; dopo una rapida visita della struttura ci accomodiamo nel salone comune per bere qualcosa; con noi ci sono anche i ragazzi che con imbarazzo si alzano uno ad uno per presentarsi e alla fine ci cantano anche  una bella canzone natalizia in italiano!!!!.

Si sono trattenuti fin troppo a scuola per noi… è ora di tornare a casa, ci salutano, prendono i lori zaini e rientrano a casa.

Veloce riunione con gli educatori e poi tutti a tavola con un ottimo pesce ai ferri, patate e riso.

Ora siamo qui in camere e tra noi tre riflettiamo sulla bellezza di questa persone, non ci conoscono ma i loro sorrisi, l’espressione dei loro occhi, la gentilezza, l’allegria che emanano con i loro modi di fare e con i loro gesti ci fa capire che forse la vita effettivamente dovrebbe essere vissuta così… in armonia con se stessi e con gli altri, senza litigi ed invidie, accontentandosi di ciò che si ha, ma soprattutto SORRIDENDO SEMPRE.

21 Aprile 2016

Questa mattina ci alziamo riposati e carichi per questa giornata che sarà ricca di emozioni.

Ci viene a prendere il nostro taxi e tra pousse pousse, biciclette e carri trainati da zebù arriviamo alla scuola primaria Rossignol. Si apre il portone e tre ragazze ci fanno indossare il Lamba, trappeggio tipico di Tuléar, le donne se lo legano in vita mentre gli uomini se lo appoggiano sulla spalla… Iniziano i canti!!! Rimaniamo ad ascoltarli con gli occhi lucidi e il cuore pieno di gioia, anche loro sono emozionati… Forse anche più di noi. 

Finiti i “benvenuti” tutti i bimbi ordinatamente si mettono in fila e rientrano ad una ad una in classe.

Jean Jacques, direttore della scuola, ci accompagna nella visita della struttura… Ci mostra la sala polivalente che viene usata come sala mensa, aula di proiezione, aula ricreativa e da qualche giorno anche come ufficio per il nuovo educatore Ludo. Subito accanto ad essa la classe dei più piccoli… La loro timidezza svanisce dopo i primi 5 minuti dal nostro arrivo e già dalle foto di gruppo abbiamo conquistato i lori cuori … E loro i nostri!!!

Saliamo poi le ripide scale e subito a destra troviamo l’infermeria di madame Cristina, a fianco l’ufficio del direttore e poi le varie aule. I bimbi appena entriamo ci salutano in coro, presentazione dell’associazione, presentazione di ogni singolo bimbo, foto di rito tutto insieme e saluti e così per tutte le classi….

Abbiamo trascorso la ricreazione con i bimbi ed assaggiato la loro merenda, tra uno scherzo, un solletichino e una risata dobbiamo purtroppo lasciare questo mare di felicità.

15 minuti di passeggiata tra le vie di Tuléar sotto un caldo pazzesco ed arriviamo alla secondaria, ci vengono incontro tre meravigliose ragazze, in abiti tradizionali e volto dipinto, ci regalano una collana e un bracciale di conchiglie e come di consueto inizino i canti e i balli… È un piacere vedere questi ragazzi e queste ragazze che ballano, i loro movimenti sono molto sinuosi ed eleganti e in armonia con ciò che li circonda. Anche qui come per la primaria visitiamo ogni singola classe e trascorriamo con loro una mezzoretta durante la quale curiosiamo tra i loro giochi, ridiamo assieme e, quando il riso e il pesce sono pronti aiutiamo le ragazze a servire il pranzo. Mi ha molto colpito questo….qui, tutti, educatori, personale ausiliario e studenti collaborano assieme, aiutano a preparare le tavole, a servire il pranzo, sperperare e a lavare i piatti… Tutti aiutano, chi in un modo chi in un altro … Come in una grande famiglia!!!

Il grande problema di questa scuola è che le aule sono state costruite in legno e all’interno fa molto molto caldo, mettendo a dura prova sia i ragazzi che gli insegnati, inoltre non è stato possibile costruire una mensa per cui i ragazzi sono costretti a pranzare in aula… Speriamo di riuscire a risolvere questo problema perché personalmente ci ha molto colpito e fatto riflettere.

Arrivato il taxi, è giunto anche per noi il momento di pranzare, ritorniamo così a Betania, ma…… Prima di entrare ci accolgono con balli, canti e “benvenuti” in italiano ed inglese, i ragazzi più grandi…. Anche loro hanno un regalo per noi…. Una borsa a tracolla in rafia, carinissima.

Pranziamo con loro, Vola’ la nostra mamma di Tuléar ci prepara ogni giorno dei manicaretti deliziosi…. E io che speravo di dimagrire in questi giorni!!!!

Relax per un’ora e poi… Di nuovo a lavorare, si fa per dire!!!!

Dobbiamo svuotare le 5 valigie di donazioni… Riempiamo 6 tavoli del refettorio….

– Una muta completa(pantaloncini, maglia e calzetti) offerti dal Carpi FC 1909

– 9 palloni da calcio ( il resto lo porteremo a Tuléar il prossimo viaggio)

– 118 spazzolini

– 64 saponette

– 30 dentifrici

– 67 t-shirt (le altre 500 le portiamo la prossima volta) donate dal comune di Treviso

– 72 cappellini (i restanti, rimasti a Vicenza e a Treviso,  li portiamo la prossima volta) anche questi donati dal Comune di Treviso

– TANTISSIMISSIMI colori, matite, penne e vario materiale scolastico

– qualche medicina

– 4 telefoni per gli educatori

– 2 pc

– qualche medicinale 

Beh che dire… Avremmo voluto foste tutti lì con noi per vedere le facce di Dera, Auguste e Andry…. Un misto tra stupore e commozione…. In quel momento ho capito che con poco, possiamo veramente, non dico cambiare la vita, ma sicuramente migliorarla e far vedere a queste persone la possibilità di un futuro migliore e degno per loro persona.

Ci avranno ringraziato non so quante volte, facendoci sentire addirittura in imbarazzo. Per noi acquistare uno spazzolino piuttosto che una confezione di penna o colori non cambia il nostro modo di vivere, ma per loro si ed oggi ne abbiamo avuta la riprova.

Questa sera ci concediamo una cenetta al ristorante “Le Jardin”….Siamo una FAMIGLIA IN MISSIONE, ma siamo sempre italiani e a noi la buona tavola, anche in Madagascar…piace!!!!

22 Aprile 2016

In Madagascar ci sono tanti particolari che amo ma sentire cantare le donne e i bambini mentre svolgono i loro lavori quotidiani è veramente piacevole…. Questa mattina è iniziata proprio così, con la soave voce di una donna che con dolcezza cantava una canzone malgascia. Oggi ci aspetta una mattinata che aspettavo da tempo….rimarremo con i bimbi della primaria fino a pranzo… Dopo una piccola riunione siamo pronti per il collegamento Skype con la classe di Asia, con le maestre Daniela, Rossella e Caterina della scuola Pertini di Vicenza. Asia è emozionata di rivedere i suoi compagni. I bambini malgasci sono molto contenti di poter parlare e farsi vedere dai bimbi italiani e per loro intonano alcune canzoni e salutano felici, un rapido giretto per vedere la struttura e poi per i nostri bimbi, malgasci, suona la campanella…. È ora di pranzo. Salutiamo Vicenza e andiamo ad aiutare i bimbi a lavarsi le mani e poi … Siamo pronti a servire loro il riso con il pollo.

Non credo che il personale sia stato contento d’averci lì perché facevamo un po’ di confusione(NOI, non i bambini!!!).

Un’altro paio di collegamenti Skype con genitori adottivi e poi purtroppo il nostro taxi ci attende… Ritorniamo a Betania con tanta felicità ed entusiasmo.

Vola’ oggi ci ha preparato i calamari, zebù e riso ovviamente, mangiamo con i ragazzi e con gli educatori ed attendiamo rilassati le 15:30 per andare a Tuléar per acquistare i sandali per i bimbi.

Con il nostro taxi, praticamente personale, andiamo al mercato con Naina e Vola’ ad acquistare le infradito da consegnare ai ragazzi nei prossimi giorni.

Trascorriamo un’oretta tra i mercatini e poi torniamo a Betania dove con Dera e Andry inizia una sfida Madagascar-Italia a Solo…. Noi ragazze italiane ci siamo battute con onore e lottato fino alla fine… Ma abbiamo dovuto cedere le armi su un netto 3 a 0.

Questa sera Skype con Mondobimbi Toscana e poi a cena tutti assieme.

 

23 Aprile 2016

Questa mattina abbiamo avuto l’opportunità di conoscere i genitori dei nostri bimbi, presentarci e presentare l’associazione, abbiamo cercato di far capire loro che questi ragazzi per crescere hanno bisogno anche del loro aiuto e che è necessario collaborare assieme per dare un futuro e una vita migliore ai loro figli.

Terminato l’incontro, dopo numerosi “merci” e strette di mano abbiamo avuto l’onore,direi, di partecipare alla consegna del partage.

Nel cortile della Rossignol ci sono moltissime donne, uomini e bambini che attendono il loro turno con il loro numerino in legno e una fila di borse colorate pronte per essere riempite; Cristina e Nicoletta chiamano i numeri e un po’ alla volta si presentano al banco per firmare il ritorno dei prodotti e poi in una confusione di sacchetti, sacchettini, bottiglie e barattoli si spostano da un punto di consegna all’altro.

Per ogni bambino beneficiario vengono consegnati riso, legumi, fagioli, olio, zucchero sapone, dentifricio e detersivo per lavare i panni.

Io ero addetta ai fagioli bianchi, Davide ai fagioli marroni, Asia saponi e dentifricio.

Ci siamo divertiti e le famiglie erano molto contente ed hanno chiesto la nostra presenza anche per i prossimi partage…. Il motivo? Diciamo che siamo stati un po’ abbondanti nel dosaggio!!!!

Dopo uno splendido pranzo preparato da Nicoletta, con una deliziosa pastasciutta alle verdure e pollo, con la pancia piena, ci avviamo verso i campi per l’attività sportiva… Prima partita… Basket… Ovviamente non posso esimermi nel giocare, il “parquet” malgascio lascia a desiderare ma il talento, anche dopo 7 anni di inattività, appena le mani toccano il pallone, ritorna in vita….io, Andry, Dera e Jean Jaques contro altri educatori ed insegnanti…. Beh non c’è storia…. Vittoria netta con uno score personale  di 8 punti, 2 palle recuperate e 3 rimbalzi, ma i 38 anni si fanno sentire e presto chiedo boccheggiando il cambio… Tenete pronto il defibrillatore!!!

Nemmeno il tempo di prendere fiato e sotto con il calcio…. Real Madrid vs Madagascar…. Abbiamo perso miseramente 0 – 2… Un goccio d’acqua e poi via in taxi verso il campo da pallavolo.

I ragazzi della squadra di volley purtroppo sono costretti ad affittare il campo presso la caserma dei militari del sud e devono affittare anche la rete di gioco. Qui le squadre non sono molto eque, i ragazzi della squadra di volley dell’associazione contro noi e gli educatori…. Una disfatta di Caporetto soprattutto con la sottoscritta in campo….decido di lasciare il mio posto ad Andry, dopo aver rischiato la rottura del setto nasale causa una schiacciata, e mi metto a fare quello che mi riesce meglio… Giocare con i bimbi!!!!

Anche se stanchi e doloranti ci siamo divertiti, lo sport dovrebbe essere proprio così… giocare assieme divertendosi senza diversità di colore di pelle, di religione e d’età.

Grazie ragazzi malgasci per le lezioni di vita che ci date ogni giorno!!!!!!

24 Aprile 2016

Ma che bella giornata…

Oggi tutti in gita con educatori ed insegnanti Mondobimbi… Tutti in un taxi brousse fino a Mangyli… Il paesaggio che attraversiamo è molto bello, la strada in certi punti è in condizioni pietose, ma ad un tratto diventa molto più scorrevole, il motivo è semplice…. Anche qui in Madagascar sono arrivati i cinesi…. Incredibile ma vero…La strada è bella perché devono costruire un porto commerciale quindi devono sistemare il fondo stradale per poter portare i macchinari necessari alla costruzione….Comunque a parte questo pettegolezzo malgascio, lungo praticamente tutto il tragitto ci affianca sulla sinistra il Canale di Monzambico con le sue meravigliose mangrovie, incrociamo altri taxi brousse colmi di persone, sacchi e animali, mandrie di zebù e capre, superiamo con un fatiscente ponte il più grande fiume di Tuléar, praticamente asciutto ma dove molti bambini cercano di pescare qualche pesce,  fino a quando arriviamo al IMG_8461Village des Tortues, riserva che si occupa della protezione di migliaia di testuggini raggiata e aracnoide…. Ultime arrivate 150 testuggini sequestrate in Francia che sarebbero state vendute a 1500€ all’una.

Terminata la visita di un’oretta ci spostiamo alla visita della riserva di Reniala, una foresta spinosa che ospita numerosi baobab, molti uccelli e qualche lemure notturno.

Dopo un paio di ore sotto il sole cocente termina la nostra visita ma rimaniamo abbagliati dal fascino di questi meravigliosi baobab, uno diverso dall’altro, ma che abbracciandoli emanano una carica di vita indescrivibile!!!!

Pranziamo in un ristorantino lungo la strada che porta alla spiaggia e appena finito ci dirigiamo a piedi verso il mare.

Velocemente ci mettiamo in costume e senza accorgersi siamo già in acqua.

L’acqua è calda ed è molto piacevole rimanere in ammollo…ma tra una partita di beach-soccer è una partita a solo giunge rapidamente l’ora di rimettersi in moto.

Arrivati a Betania una birra fresca, una doccia e poi cena di pesce al ristorante… La pacchia è finita, domani si torna al lavoro!!!!!

25 Aprile 2016

Oggi ci dedichiamo ai servizi fotografici alla Rossignol, noi praticamente non facciamo molto se non far ridere i bambini, ma Dera  ha lavorato moltissimo… Per ogni classe:

– foto di gruppo con maestra

– foto di gruppo senza maestra

– foto di gruppo con maestra e noi

– foto singola per ogni bimbo intera

– foto singola per ogni bimbo metà busto

La nostra unica fatica di oggi è stato pranzare, ma è stato un momento emozionate ed unico perché abbiamo pranzato con Vivien e parte della sua classe… Ovviamente non potevamo non condividere con loro il nostro zebù e le patatine fritte con il ketchup e direi che ne sono stati moooooolto contenti… e noi più di loro!!!!

Nella pausa abbiamo giocato con i bimbi, il loro entusiasmo, la loro gioia e la voglia di divertirsi è contagiosa, ti chiamavano, si arrampicavano su di noi ma la cosa più bella è stata vederli scoprire la nostra pelle, il vedere la pelle arrossata che premendola cambiava colore e le vene che si vedevano sotto la pelle per loro era una cosa stranissima e fantastica….ci guardavano, ci toccavano e…. Ridevano!!!

Purtroppo suona la campanella e si rientra tutti in classe, ordinatamente, in fila, una classe alla volta.

Mentre Dera continua con le sue foto noi assistiamo alle lezioni in classe, ma siamo elemento di disturbo così rimaniamo poco per far sì che la maestra possa continuare la sua lezione.

Oggi la giornata è andata così ma ci siamo divertiti tanto a giocare con i bimbi, è bello che si affezionino così tanto a noi…ti cercano, ti prendono per mano, ti accarezzano qui si diventa un po’ quella mamma e quel papà che purtroppo spesso non hanno.

26 Aprile 2016

Anche oggi è stata una lunga ed impegnativa giornata…

Con il nostro solito taxi raggiungiamo la Rossignol, oggi è silenziosa perché i bimbi sono tutti in classe, ma appena qualcuno si accorge di noi è un continuo chiamare e salutare…. Consegnamo i disegni della classe terza della scuola di Treviso e i bimbi rimangono molto stupiti e felici di riceverli e si mettono subito all’opera per regalare agli amici italiani un loro disegno.

Suona la campanella per la ricreazione e tutti si precipitano in cortile per giocare con noi. Oggi hanno scoperto le vene delle mani e i tatuaggi…ci piacerebbe tantissimo sapere cosa pensano di questi vasa’… I bimbi si sono affezionati moltissimo, addirittura alcuni si attaccano letteralmente a noi e ci seguono ovunque.

IMG_2081La ricreazione è finita, si ritorna in classe e noi ci dirigiamo verso la secondaria dov’è ci aspettano i più grandicelli. È ora di pranzo, tutti si mobilitano per organizzare al meglio l’evento, c’è chi prepara il riso, chi lo scodella, chi prepara la tavola ed io ed Asia mettiamo i piatti stracolmi sulle tavole ed attendiamo che tutti siano pronti…. Una lavata alle mani e poi tutti a tavola.

Pranziamo con tre ragazzi della scuola e condividiamo con loro il nostro pesce che amorevolmente Vola’ ha preparato per noi.

Finito il pranzo balliamo e cantiamo insieme, loro in malgascio e noi in italiano… Era molto tempo che non ridevamo così tanto!!!!

Dopo la consegna della lettera ad Adolphe da parte dei genitori adottivi, Vanna e Walter da Torino, ci rimettiamo in taxi per tornare alla primaria.

Qui consegnamo i disegni e le letterine a Roberto, Sophie, Safidi Anselme, Vivien e Angel Soamalala, sembrano molto stupiti ma mostrano ai compagni con orgoglio la loro lettera.

Conto alla rovescia al suono della campanella e poi tutti a casa… Per oggi la giornata è finita… Per i bimbi… Ma non per noi!!!!

Riunione con le insegnanti e a seguire riunione con gli educatori, rapida cena e poi tutti a nanna, domani… giornata impegnativa!!!!!

27 Aprile 2016

Per quanto mi riguarda forse il diario di oggi non avrebbe nemmeno senso scriverlo….Basterebbe una sola parola per riassumere questa giornata…LACRIME…. Lacrime di gioia e felicità pura.

La mattinata è iniziata con la preparazione dei pacchetti di vestiti di seconda mano provenienti dalla Francia, che acquistiamo a Fianarantsoa da dividere tra i ragazzi.

200 pacchetti nominativi contenenti 2 t-shirt e 1 o 2 paia di pantaloni e un paio di infradito nuove.

Siamo in ritardassimo accorrono in nostro aiuto i ragazzi della secondaria… Noi andiamo a farci belli… Per quanto possibile!!!!

Pronti, attendiamo il taxi che ci porta alla caserma militare di Tuléar dove abbiamo affittato una stanza per celebrare la donazione e la consegna di tutto ciò che abbiamo portato dall’Italia e per festeggiare i compleanni dei bimbi nati nel mese di Aprile.

Appena entriamo in questo enorme salone ci sono 200 ragazzi e un centinaio di genitori che sono lì per noi… Ci applaudono, si avvicinano per ringraziarci e stringerci la mano… Ma chi siamo noi per essere trattati con così tanta ammirazione e gratitudine???

Le ragazze della secondaria, vestite in abiti tradizionali ci accompagnano al nostro tavolo…un paio di balli dei bimbi più piccolini e poi il pranzo è pronto… Riso, pollo, verdure e banana, aiutiamo anche noi le ragazze a servire ai tavoli….

Oggi gli ospiti d’onore non siamo certo noi ma i bimbi e i loro genitori.

Finito di pranzare siamo stati coinvolti in balli tradizionali e balli di gruppo…. Onestamente non ho mai partecipato ad una festa così… Si divertivano e ballavano tutti… I più piccolini, appena sentivano la musica, erano già in pista a ballare, genitori, nonni e bimbi che si scatenavano assieme… Bello,bello, bello!

I bimbi ti circondavano e ti abbracciavano, cercavano le nostre mani per stringerle e ballare assieme, non ho hai provato tanto affetto tutto assieme come oggi…

Poi è il momento dell’esibizione del personale… Cantano in gruppo una bellissima canzone  che mi riempie gli occhi di lacrime.

Il momento più importante: e’ arrivata l’ora di festeggiare i compleanni del mese di Aprile. È abitudine dell’associazione, una volta al mese, offrire una torta a tutti i bimbi per festeggiare i compleanni di quel mese… Un’iniziativa che personalmente non conoscevo, ma che mi ha molto sorpresa.

Ovvimente canzoncina di rito e poi, dopo un breve discorso della Presidente, si passa alla consegna dei materiale e del vestiario.

Si ride, si scherza e si balla, ma purtroppo il tramonto sta arrivando e tutti devono rientrate, viene dato ad ogni uno un pezzo di torta, ci salutano con affetto e si rientra a Betania. Una veloce pizza con gli insegnanti perché domani si lavora…. Loro, perché noi partiamo per 2 giorni di relax Anakao.

28 Aprile 2016

Anakao stiamo arrivando…. il motoscafo Anakao Express parte alle 9.30 dal porto di Tulear, arriviamo con anticipo, paghiamo e attendiamo.

Il motoscafo è al largo…ci chiediamo come faremo ad arrivare sul nostro mezzo di trasporto…ma subito la nostra domanda ha una risposta…semplice…carro con zebù…Ce ne rendiamo conto appena vediamo ceste cariche di ananas, verdura e vari generi alimentari destinati a vari lodge dell’isola caricate su questi carri trainati da due zebù che con fatica raggiungono il motoscafo a 100 metri dalla spiaggia….

Anche per noi sarà questo il mezzo che ci porterà alla barca… a parte la difficoltà nel salire e nel scendere su questo carro, è comunque insolito e quindi molto divertente… saliamo sul motoscafo e partiamo…

Appena oltrepassiamo la barriera corallina, dove si infrangono le onde, entriamo in oceano aperto… il mare è più agitato ma è meraviglioso…. dopo circa un’ora di navigazione vediamo la terra… siamo arrivati ad Anakao.

Un paio di soste per consegnare alimenti e finalmente arriviamo alla spiaggia privata del “Peter Pan”, un resort di pochi bungalow, gestito da Dario e Valerio, due stravaganti ragazzi del Lago Maggiore.

Il villaggio è molto bello, ben curato ed accogliente, il nostro bungalow è praticamente in spiaggia… è in due piani, sotto la camera matrimoniale e sopra il letto per Asia, con una vista mozzafiato.

L’acqua calda ovviamente è un miraggio, lo sciacquone del water è un secchio e la corrente elettrica è utopia ma a noi piace così, l’importante è essere e stare insieme!!!!!

Oltre a noi ci sono due ragazze italiane e una famiglia di francesi… nessun altro….

Pranziamo al ristorante del villaggio, pesce ovviamente e poi in spiaggia a rosolarci al sole e tuffarci in questo magico oceano.

Qui in Madagascar bisogna adattarsi un pò a tutto, le comodità sono difficili da trovare, lo spirito di adattamento deve prevalere altrimenti è dura resistere, ma se attorno a te hai persone che ti amano e che ti danno fiducia e tranquillità tutto è più facile da affrontare.

29 Aprile 2016

Ultimo giorno di mare e di pacchia…

Il cielo azzurro senza una nuvola, il mare piatto con tonalità di colore meravigliose e le spiagge bianche di Nosy Ve, isoletta di fronte ad Anakao, brillano sotto il sole del Madagascar.

Una colazione tutta bio, con omelette e miele raccolto dietro il villaggio e succo naturale all’ananas, e poi dritti in spiaggia…

Questa sarà la faticosissima giornata che dovremmo affrontare….

In tarda mattinata è suggestivo vedere le piroghe con le vele colorate, fatte con i sacchi di riso, rientrare al villaggio, affianco al Peter Pan, che non appena si avvicinano alla riva, decine di donne e bambini sbucano da non si sa dove per aiutare gli uomini a portare la barca sulla spiaggia e a scaricare il pesce appena pescato…

Pranziamo con un’ottima insalata di polipo e poi…. Beh…. Nuovamente in spiaggia!!!!

Subito un bagnetto e poi sotto con le treccine!!!!

45 minuti e due signore completano l’opera!!!! Ora Asia è proprio Malgascia!!!!

Il pomeriggio trascorre velocemente, il sole tramonta e il cielo si tinge di un arancione acceso…

Una tiepida doccia scaldata dal sole del giorno e poi a cena dove non poteva mancare l’aragosta, quella verde…la più buona!!!

Usciamo dal ristorante e alzando gli occhi al cielo rimaniamo meravigliati da tutte quelle stelle che riempiono questo cielo… La via lattea sembra si possa toccare con la mano… Si potrebbe rimanere ore a guardare il cielo…è stupendo!!!!

Domani si rientra a Tulear… Non vediamo l’ora!!!

30 Aprile 2016

Salutiamo Anakao e ripartiamo in motoscafo alla volta di Tuléar.

In spiaggia al nostro arrivo ci attende Dera, una veloce colazione a Betania e poi si riparte… Il programma giornaliero è intenso…giornata dedicata agli incontri con i bimbi adottati per la consegna dei regali da parte dei genitori italiani.

Purtroppo oggi io e Asia saremo sole perché Davide non si sente molto bene… siamo dispiaciute per lui, ma non ci perdiamo certo d’animo!

La prima tappa per noi è molto importante perché andiamo da Roberto il nostro bimbo, siamo molto emozionati e lui è contento di vederci… La mamma, separata dal marito, è molto giovane, ed, assieme al fratello più grande, abitano in una capanna di paglia e lamiere; l’interno è molto buio, c’è un grande letto dove dormono 3/4 persone, la vita si svolge principalmente all’esterno della casa, la mamma sembra un po’ imbarazzata, forse non prevedeva il nostro arrivo, ma Roberto si accorge subito dei due pacchetti regalo e gli si illuminano gli occhi…. Oggi è proprio un giorno speciale!!!

Seduti tutti insieme nel letto, Roberto inizia a scartare il primo regalo, maglie e pantaloni, ma non appena scarta il secondo, il suo sorriso raddoppia… Asia gli ha regalato 8 macchinine per giocare!!!!! È felice e ci dice che i vestiti che gli abbiamo consegnato mercoledì alla Cerimonia li darà al fratello visto che lui ne ha di nuovi… rimaniamo sbalorditi dal suo altruismo!!!

Nostro malgrado lo dobbiamo salutare… Ci guarda mentre ci allontaniamo, un pezzo del nostro cuore è rimasto lì, in quel buio cortile circondato da galline e tacchini.

Poco lontano da Roberto abita Sophie….Ci aspetta seduta su una stuoia in un polveroso cortile, seduti accanto a lei uno dei fratelli e la mamma con in braccio il nipote più piccolo.

La mamma di Sophie ha cinque mariti e 11 figli ed inoltre deve accudire anche i nipoti. Sophie è molto timida, apre il suo regalo e con emozione ed estrema gentilezza guarda felice il suo contenuto, alcuni vestiti, dei saponi, spazzolini, dei colori e due libri da colorare. Vuole subito andare a provarsi un vestitino, esce dalla casa di lamiera ed è semplicemente radiosa… Un grande bacio e la lasciamo malinconici, lei ci guarda con quel timido sorriso e con quel suo sguardo intenso.

Con il taxi passiamo tra stretti vicoli di terra delimitati da recinzioni fatte di alti e grossi rami… Arriviamo finalmente a casa di Josia e Safidi Alselme.

La loro mamma è molto giovane, ha appena 23 anni e purtroppo l’uragano Haruna del 2013 ha portato via per sempre il loro papà. Sono stati accolti nel cortile di un’anziana signora che gentilmente li aiuta a sopravvivere.

La mamma è molto triste e l’associazione per aiutarla le ha dato la possibilità di vendere il carbone al mercato, sinceramente ci auguriamo che la loro vita possa diventare un pò più serena. Come tutte le altre famiglie ci accolgono molto volentieri nelle loro case invitandoci a sedere assieme a loro. Asia, aiutante di Babbo Natale Veneto, è entusiasta dell’incarico e consegna i regali ai due fratellini.

Josia è al settimo cielo… Uno zaino rosa tutto nuovo e per lo più pieno di regali, vestiti, spazzolini, giochi…. Si cambia subito i vestiti e si mostra vanitosamente … completa poi il tutto con lo zaino che non toglierà più fino alla nostra partenza!!!

Josia ha 8 anni ma è molto molto piccola, è arrivata in associazione con grossi problemi di denutrizione, ma purtroppo mangiare regolarmente ed abbondantemente ha creato in lei altri problemi, è così stata seguita con estrema attenzione da Cristina, la nostra infermiera, che un po’ alla volta l’ha aiutata a far sì che il suo corpicino e il suo stomaco si adeguassero ai nuovi regimi alimentari.

Ora è ancora piccolina ma ha tanta vivacità e voglia di crescere.

Safidi, il fratello, è invece molto timido, ride poco e il suo sguardo è spesso rivolto verso il basso, ma anche lui non può resistere alla felicità e alla curiosità dei regali, li scarta ed anche lui va subito ad indossare un completino nuovo…È bellissimo e veste con orgoglio la maglietta con scritto “I’AM A HERO”.

Anche la mamma e il fratello più grande ricevono un regalo e la mamma da quanto è stupida è quasi imbarazzata.

Li salutiamo e torniamo a Betania per il pranzo.

Anche il pomeriggio è dedicato alla consegna dei regali…

Saltiamo sul taxi e via….Siamo costretti a percorrere anguste stradine per raggiungere le case di Angel Soamalala e Adolphe, perché durante il tragitto incrociamo un  funerale.

Qui in Madagascar, la morte non è vista come un momento doloroso per una famiglia, bensì una festa, infatti incontriamo molti gruppi di persone con carretti con enormi casse acustiche che suonano musica a tutto volume e dietro decine e decine di persone che bevono birra, cantano e ballano. Alla famiglia del defunto vengono regalati degli zebù che vengono scorrazzati per tutto il villaggio durante i festeggiamenti.

La cerimonia dura circa una settimana e si conclude con l’accompagnamento del defunto al cimitero.

Siamo arrivati…Ce l’abbiamo fatta!!! Angel ci attende lungo la strada, ci viene incontro e ci abbraccia dopo di che ci accompagna nel loro cortile. Le due famiglie ci attendono sedute a terra accanto alla “cucina”, ci salutano con massimo rispetto e consegniamo i regali ad Angel e Adolphe all’interno delle loro case.

Angel ha una storia molto triste… I genitori si sono separati tempo fa, del padre non si sa nulla e la madre, non appena ha trovata un altro uomo, ha abbandonato tutti i figli per crearsi una nuova famiglia con lui. Fortunatamente Angel ha ancora la nonna che l’ha accolta, assieme ai fratelli, nella sua casa.

Ovviamente anche lei è felicissima di tutti quei regali e continua a ringraziarci e a sorridere, le piacciono molto i vestiti e la spazzola viola con i brillantini!!!!!

Un forte abbraccio e la salutiamo perché anche Adolphe ci aspetta. La mamma ci accoglie nella sua casa, Adolphe ha 6 fratelli di cui 4 femmine con rispettivi figli.

È un ragazzo estremamente timido entrato da poco in associazione, è molto introverso ed è  difficile scoprire i suoi sentimenti, ma intravediamo un sorriso quando gli consegnamo il regalo. Ci chiede con vergogna di tradurre la lettera inviata dai genitori italiani così da poter rispondere … per noi è solo che un piacere!

Anche Adolphe non ha il papà,  ha abbandonato la famiglia appena trovato un’altra donna, la mamma lavora solo nel tardo pomeriggio cercando di racimolare qualche soldino vendendo al mercato scarpe usate che le vengono regalate da altre persone.

Qui in Madagascar tutto è complicato!!!!

Salutiamo anche Adolphe e ci incamminiamo per arrivare a casa di Vivien… La strada è lunga ma durante la nostra passeggiata abbiamo la possibilità di passare affianco a numerosi orti, tutti ben tenuti, ordinati e puliti… Sembra strano siano orti malgasci….

Arriviamo da Vivien, è molto elegante, la zia ci viene incontro e ci saluta ponendoci la mano, le consegnamo i regali li apre ed è sbalordita da quanti vestiti nuovi ha ricevuto… Corre in casa e si cambia, si pettina, si mette in ordine ed esce mostrando a tutti la sua nuova mise…

La giornata giunge al termine, le emozioni spesso contrastanti ci pervadono, la gioia di questi ragazzi e dei loro cari è indescrivibile davanti a quella t-shirt, a quel vestito nuovo, che per noi molto non è, ma che per loro è motivo di vanto, orgoglio ed immensa felicità.

1 Maggio 2016

Anche qui a Tulear è festa dei lavoratori ma Mondobimbi non si ferma mai….

La mattina è dedicata agli acquisti di artigianato malgascio per i futuri mercatini in Italia, pranzo a Betania con riso alla cantonese Malgascio e nel pomeriggio ci dedichiamo ad incontrare le famiglie dei bimbi che hanno chiesto il nostro aiuto.

Emotivamente la situazione è molto forte, camminare tra le capanne, evitando bottiglie, barattoli, pezzi di legno e lamiera, scarpe e avanzi di cibo, tra forti odori, pungenti ed acri, pianti e urla di bambini che corrono scalzi e nudi tra le immondizie con centinaia di occhi che ti guardano, ci ha veramente scossi.

Non credevo o meglio non potevo immaginare potessero esserci nel 2016 situazioni di estrema povertà e completa assenza di igiene… Eppure esistono.. Purtroppo.

Il primo bimbo che incontriamo è il figlio di una ragazza sostenuta tempo fa da Mondobimbi.

Lui si chiama Bruno Julien, abita con la mamma di 21 in una casa che l’associazione aveva costruito a suo tempo per lei, con un fratello più piccolo e con il papà.

La mamma lavora saltuariamente riparando sandali, mentre il papà lavora con il pousse pousse.

Si fanno fotografare, chiedono il nostro aiuto e ci ringraziano con la dignità che i malgasci hanno.

La seconda bimba si chiama Augustine Clarisse, che ci accoglie assieme alla sorella, già beneficiaria di Mondobimbi e la nonna.

Sono tutte e tre molto belle, vestite elegantemente per l’occasione.

Purtroppo non ha i genitori, il papà se ne è andato da molto tempo mentre la mamma è mancata quando Clarisse aveva solo 2 anni a causa di un avvelenamento da cibo.

Fortunatamente hanno la nonna che pensa a loro.

La nonna lavora come guardiana nella casa in cui momentaneamente abitano, dato che  i proprietari non vivono a Tuléar, anche lei ha avuto crossi problemi di salute ma per ora sta bene.

Salutiamo anche loro dopo qualche foto e qualche video e ci rimettiamo in auto. Ci attende una maestra della primaria che ci porta a conoscere questa famiglia… Qui la situazione è veramente difficile e preoccupante.

In realtà siamo qui per un bimbo, Mandoba Jean Sylvestre, il padre è morto e la mamma riesce a guadagnare circa 3000 ar (meno di 1 €) alla settimana lavando vestiti, ha 2 figli ed in più deve accudire la figlia della sorella che è alcolizzata… Ecco perché ci chiede aiuto anche per lei…

Con quegli occhioni neri e quel sorriso è impossibile negarle questa opportunità, ci guardiamo tutti negli occhi e riteniamo che anche Marovany debba avere una possibilità per il suo futuro. Ci mostrano con orgoglio la loro casa… Non hanno nemmeno un letto dove dormire e tantomeno un posto dove sedersi, sono semplicemente 4 pareti di paglia e un tetto…. Niente di più!

Ci guardiamo attorno e siamo circondati da decine di bimbi che ci salutano, sono tutti in condizioni critiche e vorremmo poter aiutare tutti loro, ci sentiamo impotenti davanti a questa povertà.

Saliamo in taxi e rimaniamo in totale silenzio fino alla prossima famiglia…

Attraversiamo un cancello e ci troviamo all’interno di questo cortile di terra nera circondata da 7/8 capanne… Ci viene incontro la mamma di Hovasda Sarobidy, vivono in una casa di 2×2 in 7 persone, sia la mamma che il papà sono mendicanti, la mamma è molto espansiva e il papà ha una forte disabilità alle braccia e alle gambe.

Due dei loro figli sono già beneficiari dell’associazione presso la scuola primaria…chiedo alla sorella la data di nascita della bimba…ma…Nessuno lo sa!!! Entrano in casa a prendere il certificato di nascita…. 2011… Bene ma che giorno e che mese? La loro risposta…. Un lunedì del 2011!!!! Incredibile, per noi è impensabile non sapere la data di nascita dei nostri figli!!!!

Sbalorditi li lasciamo e ci dirigiamo verso l’ultima famiglia… Il bimbo si chiama Zicquo Eric, abita in una capanna di lamiera con la mamma ventottenne e altri due fratelli, uno di 4 uno di 2 anni. La mamma vende, davanti casa, caffè e pane, infatti quando arriviamo è intenta a preparare la farina… Guadagna circa 1000 ar al giorno e l’affitto della capanna è di 20.000 ar al mese. Spesso i fratellini non hanno abbastanza cibo e si trovano costretti ad andare a prendere gli avanzi dei cani delle famiglie vicine…

Che dire… Difficile trovare parole per esprimere il nostro stato d’animo… Il silenzio sarebbe il miglior modo.

Non ci rendiamo veramente conto di quanto siamo fortunati!

Qui a Tuléar non hanno nulla, non c’è lavoro, la maggior parte dei bambini non hanno papà e/o mamma, mangiano solo quando hanno la possibilità e la fortuna di farlo… Beh, solo quando arrivi qui, capisci che quello che stai facendo è la cosa giusta, che grazie al tuo aiuto questi bimbi hanno la possibilità di migliorare la loro vita, di avere un’educazione scolastica e sociale che gli permetterà di diventare uomini e donne migliori e che potranno a loro volta insegnare ai loro figli ciò che è importante nella vita.

2 Maggio 2016

Ultimo risveglio a Tuléar, la nostra missione qui in Madagascar giunge oramai al termine.

Questa mattina partiamo presto per andare a salutare i ragazzi a scuola.

IMG_9162Arriviamo alla primaria… Tutti i bimbi indossano le t-shirt donate dal comune di Treviso, sono tutti colorati, giallo, verde, rosso, arancione ed azzurro…sgargianti colori che con la loro pelle scura risaltano nel cortile della scuola illuminato dal sole.

Ultima ricreazione assieme tra risate, giochi e scherzi ma suona presto la campanella è ora di ritornate al lavoro.

Entriamo in ogni classe, li salutiamo auguriamo loro tanta felicità, e da buoni genitori gli raccomandiamo di studiare e di rispettare gli insegnanti, i loro genitori e i loro a compagni.

Spesso le nostre parole sono interrotte da nodi alla gola… I bimbi ci sorridono, ci salutano e ci augurano un buon viaggio.

Alcune bimbe non riescono a trattenere le lacrime e per noi questo saluto diventa ancora più difficile.

Le abbracciamo forte forte e ci mettiamo in auto per andare alla secondaria.

I ragazzi sono tutti in classe, alcuni stanno facendo delle verifiche, altri lezione… Anche qui entriamo in tutte le classi li salutiamo, li abbracciamo e poi di corsa a Betania.

Un veloce pranzo e poi alle 13 partenza per l’aeroporto di Tuléar dove dopo una riunione con gli educatori, li salutiamo e ci imbarchiamo.

Scalo a Fort Dauphin e poi via fino ad Antananarivo.

Arriviamo in capitale che è già buio, siamo stanchi e l’ora di auto tra il traffico sfrenato di Antananarivo ci stanca ancor di più.

Madame Arlette ci prepara una semplice cena, molto casalinga…. Minestrina in brodo ma direi ….molto, molto buona.

Una piacevole chiacchierata e poi tutti a nanna.

3 Maggio 2016

Antananarivo… che città!!!!

L’aria è irrespirabile per lo smog, il traffico è terribile, tra bus e auto vecchissime, per fare un solo chilometro ci si impiega anche un’ora. Arriviamo finalmente al parco zoologico Presidenziale, diciamo che gli animali fanno un pò pena, ma passeggiare tra le rigogliose e meravigliose piante è veramente piacevole.

Purtroppo però dopo un paio d’orette ci ritroviamo nuovamente nel caos più totale in cerca di prodotti artigianali da portare in Italia. Tra sculture in legno, rafia colorata, dipinti, spezie che ti inebriamo con il loro profumo, acquistiamo le ultime cosine… il pomeriggio lo trascorriamo in compagnia di Madame Arlette e dopo qualche scambio di indirizzi e contatti ci dobbiamo purtroppo salutare… una piacevole cena con Dera e poi dritti all’aeroporto.

Ultima foto di gruppo, e poi purtroppo con grandi abbracci e occhi pieni di lacrime dobbiamo salutare questo paese ma soprattutto dobbiamo salutare una persona speciale, un vero amico, un fratello, che non ci ha mai lasciato soli, che ci ha accompagnato in questa meravigliosa, emozionante e difficile avventura… DERA.

Imbarchiamo le valige, passiamo il controllo passaporto ed attendiamo il nostro volo.

4 Maggio 2016

Dopo 22 ore tra aeroporti e voli siamo a Vicenza…

La partenza da Antananarivo era, e dico ERA, prevista le le 1.45 ma…. una serie di avvenimenti e coincidenze ha fatto si che partissimo alle….. 5.20.

Ebbene si, siamo partiti con più di tre ore di ritardo!!!

Pronti per partire, un ragazzo, seduto nella fila davanti alla nostra, si sente male… accorrono tutte le hostess, lo fanno stendere, chiedono se a bordo c’è un medico, ne arrivano ben 3, non si capisce cosa stia succedendo, sembra che il ragazzo non riesca nemmeno ad alzarsi, gli misurano la pressione… arrivano anche gli assistenti da terra seguiti dopo una mezz’oretta dal personale paramedico… nessuno si prende la responsabilità di decidere sulla sorte di questo povero ragazzo dai capelli rossi…finchè dopo un’ora mezza il Comandante decide che è il caso di lasciarlo a terra… sorge un altro problema….il ragazzo non riesce ad alzarsi nè tanto meno stare in piedi… vanno quindi a prendere la sedia a rotelle, di peso lo caricano sopra e lo fanno scendere…ma… un bagaglio senza proprietario NON può rimanere sull’ aereo… per cui bisognava cercare il bagaglio!!!!

Finalmente la situazione si risolve, si armano le uscite ma….. il comandate comunica che il motore 1 ha un’avaria!!!!! Molto bene, ci chiediamo saranno in grado questi malgasci di sistemare il motore di un Boing 777?

Tra avvitatori, colpi di martello, ricambi vari… il tutto sembra essere risolto…sentiamo rollare i motori… SI PARTE!!!!

Speriamo che i meccanici malgasci abbiamo fatto un lavoro fatto bene!!!!! Sorge però un altro problema, con tre ore di ritardo la nostra coincidenza era diventata praticamente un miraggio….

Alle 15 atterriamo a Parigi, godendoci un panorama meraviglioso, i gialli campi di colza, la Senna che scivola silenziosa tra la campagna Francese e poi la Tour Eiffel, l’Arc de Trionphe, la Tour Montparnasse…che città meravigliosa.

Corriamo al servizio informazioni…. beh dai abbiamo fortuna… airfrance era riuscita ad inserirci nel volo per Venezia delle 18.05.

Finalmente alle 19.45, siamo in Veneto… scendiamo stanchi, ma felici, prendiamo le nostre valige cariche di nuovi progetti e speranze e corriamo ad abbracciare i nonni di Asia che con commozione e con un grande sorriso ci fanno dimenticare l’ultimo intenso e duro giorno della nostra missione.

Non è però tutto finito, anzi da domani inizia una nuova missione….

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