Emozioni di Alessandro

Dal Madagascar…

Mi chiamo Alessandro, io e mia moglie Monica siamo genitori adottivi di una bambina di 8 anni di nome Deraline. Era da molto tempo che pensavamo di fare un’adozione a distanza e questo passo l’abbiamo fatto quando abbiamo conosciuto l’associazione di Mondobimbi ODV. Con il tempo conoscendo piu a fondo l’associazione e’ cresciuta anche la curiosita’ di conoscere il villaggio Afaka, i bambini che lo frequentano e la bambina che abbiamo adottato. Detto questo, quest’anno ho deciso di partire, purtroppo da solo perchè Monica non e’ potuta venire a causa dei suoi impegni di lavoro.

Insieme alla presidente dell’associazione Sandra abbiamo iniziato a organizzare il viaggio e così il 30 agosto siamo partiti destinazione Toleara. Siamo arrivati all’aeroporto di Antananarivo dove c’era ad aspettarci la ns. guida Dera, persona bravissima, disponibilissima e preparata per fornirci le varie informazioni riguardanti la sua terra. Dera è anche il responsabile del villaggio Afaka. Dopo aver riposato tutta la notte, la mattina dopo di buon mattino siamo partiti con un pulmino direzione Morondava e del paesaggio che per me era del tutto nuovo. Quest’anno avevamo deciso di fare un percorso alternativo alla strada nazionale e seguire un percorso lungo la costa dove c’erano solo piste di sabbia e per questo era necessario un fuoristrada 4 x 4.

Dopo i primi due gg di pulmino, abbiamo sostituito il mezzo con un fuoristrada e qui è cominciata l’avventura. Durante il tragitto che è stato molto impegnativo e faticoso, ma ricco di novità e paesaggi favolosi, abbiamo visitato il viale dai baobab a Morondava e attraversato la foresta dei baobab, queste piante sono veramente dei monumenti della natura. Lungo il percorso ogni tanto sbucavano dei villaggi di capanne nel mezzo alla foresta , praticamente villaggi isolati di malgasci che vivono lontano da tutto e che quando ci fermavamo per 5 minuti di riposo si avvicinavano i bambini a chiederci le caramelle. Durante il viaggio a Andavadoaka abbiamo avuto anche l’occasione di visitare un ospedale di una associazione italiana “amici di ampasilava” gestito da medici volontari che con mille difficoltà mandano avanti questa struttura al servizio delle persone di una vastissima area rurale difatti anche i nostri bambini che hanno la sfortuna di avere bisogno dell’ospedale si devono sobbarcare 2 giorni di viaggio per arrivarci.

Sono ripartito da Andavadoaka stupito di come possano esistere posti del genere circondati da sabbia e solo sabbia e persone che dedicano il loro tempo a costo zero per il prossimo, veramente un plauso alla loro generosità. Per non farci mancare niente durante il viaggio ci si è guastato il fuoristrada, il ns. autista si è messo di buona lena a cercare di riparare il guasto, nel frattempo si erano avvicinati dei ragazzi di un villaggio vicino per aiutarci a ripartire. Per fortuna dopo due ore di tentativi è riuscito a riparare il guasto, in questo caso devo dire che l’arte dell’arrangiarsi è sempre vincente. Nel frattempo stava tramontando il sole e le ultime due ore le abbiamo percorse nel mezzo alla foresta con la luce dei fari per arrivare al villaggio dove ci aspettavano per passare la notte. La mattina dopo appena mi sono alzato, uscito dalla camera ho visto davanti a me una splendida spiaggia bianca e un mare favoloso e indossato il costume non ho resistito a tuffarmi nell’oceano indiano,nonostante fosse inverno si stava d’incanto.

In mattinata siamo ripartiti direzione Toleara dove siamo arrivati nel pomeriggio e finalmente avrei conosciuto questa realtà. Quando siamo entrati nel villaggio non mi sarei mai aspettato un benvenuto così caloroso, tutto lo staff dal personale docente al personale amministrativo e a quello di servizio si sono messi tutti in fila per le presentazioni e tutti i bambini ci hanno circondato ballando e cantando i due inni nazionali, quello malgascio e quello italiano è stata veramente un emozione bellissima. Il giorno dopo ho cominciato a prendere visione delle attività quotidiane, c’è stata la consegna del materiale scolastico a tutti i bambini e già dal lunedi successivo che e’ iniziata la scuola già alle 6.30 il personale della cucina cominciava a preparare le colazione dei bambini più piccoli che già dalle sette iniziavano ad arrivare accompagnati dalle loro mamme e dopo aver fatto colazione alle otto iniziavano le lezioni in classe. Più tardi avrebbero fatto colazione anche i ragazzi più grandi.

Durante la ricreazione guardavo giocare i bambini più piccoli nel piazzale polveroso felici di giocare con dei giochi inventati da loro. Durante l’ora di pranzo i ragazzi più grandi aiutavano quelli più piccoli nello sparecchiare e lavare i piatti. Il pomeriggio alle sedici finivano le lezioni e i bambini ritornavano alle loro famiglie.

La settimana passata al villaggio è stata molto indaffarata molti genitori adottivi avevano la curiosità di conoscere la realtà del villaggio e i loro bambini per cui Sandra è stata sempre impegnata con le video chiamate per far conoscere la vita del villaggio e i bambini. Io sono stato impegnato a fare manutenzione ai tavoli e panche della mensa che alla fine dei lavori con l’aiuto dei ragazzi più grandi e Sandra che ci preparava le tovaglie abbiamo ridato un pò di dignità alla mensa. La domenica abbiamo partecipato anche alla fornitura ( Partage) dei prodotti alimentari a tutte le famiglie dei bambini

In questa settimana abbiamo anche visitato le famiglie dei nuovi bambini di 4/5 anni che sarebbero entrati a far parte del villaggio. E’ stata un’emozione veramente forte vedere le condizioni di sopravvivenza in cui vivono queste famiglie e dare una piccola opportunità per un vita un pò più dignitosa mi riempie di gioia.

E’ arrivato anche il giorno della partenza, per il ritorno ci sono voluti tre giorni e questa volta abbiamo fatto la via Nazionale quella “asfaltata” che collega Toleara alla capitale che versa in condizioni disastrose evidente segno della situazione del paese. Durante il ritorno abbiamo visitato il parco dei Lemuri , la fabbrica della carta la fabbrica della lavorazione del corno di zebù. Siamo arrivati a Antananarivo dove ho conosciuto Roger un ragazzo cresciuto nel villaggio e dopo il liceo ha studiato l’italiano e ha iniziato il lavoro di guida turistica che ci ha accompagnato in giro per la città per fare acquisti per mondobimbi. La sera sia Dera che Roger ci hanno accompagnati all’aeroporto e siamo ripartiti con un bagaglio arricchito di ricordi e emozioni e che sicuramente questa esperienza chissà quando ma sarà da rifare.

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