IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Finalmente inizia il nuovo anno scolastico, la mattina presto i bambini sono arrivati al villaggio. I più piccoli, 4 anni,che per la prima volta frequentano la scuola, sono un pò titubanti, qualcuno, quando la mamma va via,inizia a piangere. Presto però i timori passano e tutti sono pronti a cantare l’Inno Nazionale durante l’alza bandiera e dopo……. tutti in classe!!!

 

LA CONDIVISIONE

Questa volta la nostra visita si è svolta nel mese di settembre, proprio all’inizio dell’anno scolastico, abbiamo potuto così assistere, oltre al consueto “Partage”, finanziato in parte con l’8xmille della Chiesa Valdese, alla consegna delle forniture scolastiche e all’inizio dell’anno scolastico.

Durante la preparazione della consegna delle forniture scolastiche sembrava di assistere all’allestimento di una cartoleria, quaderni, astucci, zaini, matite per 250 bambini e ragazzi sono tantissimi!!!

I bambini più piccoli un pò imbarazzati per la nostra presenza facevano i timidi, ma appena ci allontanavamo gli brillavano gli occhi di gioia.

L’ARTE DI SAPERSI ARRANGIARE

Al Villaggio Scolastico Afaka un gruppo di studentesse ha imparato a cucire #assorbenti lavabili, grazie alla formazione offerta dall’associazione Mpanazava Eto Madagasikara. Lo scopo della formazione è stato quello di insegnare alle nostre ragazze l’igiene mestruale, affinché possano gestire il proprio #ciclo in sicurezza e totale dignità. È stata fatta conoscere loro l’importanza dell’uso di assorbenti lavabili, che sono economici e soprattutto sanitari. È stato importante ribadire che in nessun caso la #mestruazione deve impedire alle ragazze di godere dei propri diritti, che 🌹🌹🌹 LA MESTRUAZIONE NON È UN TABÙ! Consapevoli dell’importanza della formazione ricevuta, le nostre ragazze sono pronte adesso a condividere, con le compagne più giovani e con le altre donne del vicinato, ciò che hanno imparato su che cosa fare per avere una buona #igiene mestruale e soprattutto come cucire da sole i propri assorbenti! 🚺

GLI ESAMI IN MADAGASCAR

In Madagascar gli alunni devono ancora sostenere gli esami di quinta elementare (CEPE), i nostri ragazzini non si spaventano e tutti gli anni si preparano con tanto impegno a questo grande impegno e anche quest’anno sono stati tutti promossi.

I ragazzi che si preparano ad andare al liceo sostengono gli esami come i nostri adolescenti (BECP) e anche loro ci hanno dato molta soddisfazione …… tutti promossi!!!

Adesso attendiamo la maturità (BACC) e anche per questi ragazzi siamo speranzosi.

 

 

 

I bambini delle elementari

E’ suonata la campanella!!!!

E’ suonata la campanella!!!!
Nuovo anno scolastico, nuova struttura, nuovi materiali scolastici e speriamo presto…anche nuove aule!!! Abbiamo ancora qualche piccolo disagio, come il refettorio, ma i ragazzi non se ne preoccupano e risolvono il problema con dei “picnic” all’aria aperta sotto un telo di fortuna…
Ecco, inizia così la scuola a Tulear, con belle sorprese, emozionanti sorrisi e nuove speranze…ed allora, a tutti i nostri ragazzi, agli educatori, agli insegnati e al personale …BENTORNATI e BUON LAVORO!!!!!!

 

IL BACCALAURÉAT E MONDOBIMBI

Questi sono 6 ragazzi sostenuti a distanza da molti anni grazie a genitori adottivi italiani. Sono studenti che oggi hanno ottenuto il baccalauréat, titolo accademico che in Madagascar si ottiene al termine del liceo e che permette di proseguire gli studi universitari.
L’associazione Mondobimbi, è orgogliosa del loro traguardo,si attende ora la libera scelta di ognuno di questi diplomati. Infatti i ragazzi potranno decidere se proseguire con l’università o se iscriversi ad una scuola di formazione professionale.
COMPLIMENTI!!
1.Pierette Kamone
2.Suzanne PHILBERTINE NOMENJANAHARY
3.Alex Jacques
4.Razanadraibe Zervee
5.Mamy Tanteline Justine
6.Victorine Natacha

Una nuova Casa

Sono ferventi i preparativi ed i lavori all’interno della nuova struttura che ospiterà, a partire da Ottobre, tutti i nostri ragazzi che finalmente potranno raggrupparsi all’interno di uno spazio unico. In questi giorni sono molteplici i lavori in corso molti dei quali hanno visto in prima persona impegnati Jessica e Valerio, la coppia di volontari che per circa 1 mese è stata ospite nelle nostre strutture.

L’edificio è stato interamente ristrutturato sia internamente che esternamente ed accoglierà gli uffici degli educatori, alcune aule nonché cucina ed alcuni alloggi per i volontari.

La parte più impegnativa di questo progetto è iniziata ora e prevede la costruzione di 10 aule, di 4 gruppi bagni e 2 gruppi docce all’interno dello spazio esterno opportunamente recintato.

Molte sono le difficoltà a partire dall’acqua che richiederà la costruzione di un pozzo ma non ci scoraggiamo davanti a nulla anzi le difficoltà ci danno ancora più spinta ed energia a fare meglio!

Alleghiamo qui di seguito alcune immagini dei lavori in corso.

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La mia esperienza a Tulear

“Capitano a volte incontri con persone a noi assolutamente estranee, per le quali proviamo interesse fin dal primo sguardo, all’improvviso, in maniera inaspettata, prima che una sola parola venga pronunciata” F. Dostoevskij

Ho conosciuto Sandra, presidente dell’Associazione Mondobimbi Toscana Onlus, solo pochi mesi fa, andandola a cercare direttamente presso la sede di Peccioli. Abbiamo collaborato alla realizzazione dei mercatini di Natale per la raccolta dei fondi per l’associazione che fino a quel momento non conoscevo. Mia figlia Eva è stata da subito entusiasta nel prendere parte alle attività promosse, volte a sensibilizzare le persone riguardo alla dura realtà dei bambini di Tulear, situata nel sud povero del Madagascar.

Poi la notizia del viaggio di Sandra previsto per il mese di febbraio. Il suo entusiasmo e quello di suo marito Aldo, così come quello degli altri membri dell’associazione, in previsione dell’incontro con i bambini e i ragazzi della scuola gestita dall’associazione, mi ha spinto a prendere parte in prima persona ad un’esperienza di volontariato che da anni ricercavo, in un paese a me completamente sconosciuto. Sconosciuta era anche la mia compagna di viaggio con la quale mi accingevo a vivere un’esperienza così particolare e intensa.

Arrivata a destinazione dopo un lungo viaggio mi attende la calda accoglienza degli educatori e del coordinatore del progetto Afaka. La sensazione di incognita iniziale è subito cancellata dai sorrisi, dai baci e dalle strette di mano. Mi avvolge una piacevole sensazione di familiarità, non provo nessuna difficoltà a relazionarmi con loro e li ascolto parlare con interesse delle attività della scuola previste per i giorni a venire.

Il nostro arrivo alla scuola primaria la mattina seguente è coinvolgente, un’emozione fortissima. Cerimoniale a parte, che ci vede imbarazzate, tutto avviene in modo naturale, fuori dagli schemi europei.

I bambini ci salutano con entusiasmo, mostrandosi disponibili da subito a creare un rapporto di conoscenza e di coinvolgimento con noi, Wasa venute da lontano, rendendoci partecipi dei loro giochi. Vengo a sapere che per venire a scuola percorrono ogni giorno molti chilometri a piedi, ma non noto stanchezza nei loro volti, bensì la voglia di essere lì con noi, mostrarci i loro progressi nello studio, il piacere nello stare insieme in un ambiente accogliente e sicuro, lontano dai pericoli della strada e dalle violenze familiari. Nei giorni successivi io e Sandra avremo modo di approfondire questi aspetti, partecipando non solo ai loro giochi e alle loro attività scolastiche, ma anche alla vita delle loro famiglie e della loro comunità.

 

Storie che abbiamo vissuto e documentato, trovandoci ad ascoltare i problemi dei ragazzi più grandi che frequentano la scuola secondaria, spesso ignorati o abbandonati dalle proprie famiglie. Ragazzi volenterosi, coraggiosi, consapevoli delle proprie difficoltà, ma allo stesso tempo caparbi, pieni di sogni e aspettative per il futuro, aspiranti infermieri, guide turistiche, musicisti, medici, avvocati.

Domandarsi quale sarà il futuro di questi bambini e ragazzi dopo la scuola, quali possibilità avranno rispetto al lavoro e alla possibilità di partecipare ad un mondo che si complica ogni giorno di più, partendo da una realtà già complessa e contraddittoria come quella in cui vivono è essenziale per l’associazione stessa, nata per garantire un futuro ai minori disagiati di Tulear.

Arrivata alla fine della mia esperienza di volontaria mi sento profondamente coinvolta nel dovere assicurare una sana crescita ed una buona educazione a questi bambini.

Al mio ritorno a casa dopo due settimane di permanenza in Madagascar parlo con i miei figli come non accadeva da molto tempo. Emir pensava a come la sua mamma fosse così radiosa nelle foto con i bambini, lui che è un bimbo sensibile e generoso con gli altri mi ha chiesto di fare il possibile per aiutare sempre più bambini ad andare a scuola. Eva dopo aver visto la mia foto con Cathy si è sognata di ballare insieme a lei, come ha visto fare a me con i bambini a scuola. Le ho fatto ascoltare alcune canzoni che mi sono piaciute particolarmente ed ha apprezzato!

La vera rivelazione è stata quella di mio figlio Oleg, il maggiore, 14 anni. Perplesso all’inizio della mia esperienza in terra malgascia, leggendo il diario di viaggio ha compreso che stavo facendo qualcosa di utile, ha condiviso queste sensazioni con i fratelli e si è ripromesso di partecipare anche lui alle attività dell’Associazione per la raccolta di fondi. Mi ha anche detto quanto per lui sia importante aiutare questi bambini nella loro realtà è cercare di approfondire la conoscenza di popolazioni così diverse dalla nostra.

Devo dire che questa esperienza ha avvicinato anche me e mio marito. Siberiano di origine, anche lui ha avuto un’infanzia amara. Nel vedere quei bambini si è rivisto da piccolo. Due mondi lontani che si sono incontrati per entrambi, da due punti di partenza diametralmente opposti per poi convergere su un progetto comune che ho intenzione di portare avanti a lungo. Grazie a tutti i bambini e ragazzi, alle emozioni che ho provato grazie a voi. Grazie a tutta l’equipe degli educatori, professori, assistenti e responsabili del progetto.

Sarebbe interessante a questo punto, nel clima di dialogo e collaborazione che si è creato nei giorni trascorsi a Tulear, carpire le sensazioni dei bambini e dei ragazzi durante la nostra permanenza, cosa noi abbiamo lasciato a loro, anche se, non ho dubbi, i bambini ed i ragazzi ci hanno lasciato molto di più!

Simona